Osteopatia e odontoiatria

Sempre più spesso quando parliamo col nostro odontoiatra, ci viene consigliato l’osteopata e viceversa. Perché?

Perché esistono numerose connessioni tra il sistema stomatognatico (che comprende l’articolazione temporo-mandibolare, il palato, la lingua e la dentatura) e il resto del corpo, in particolare con il tratto cervicale e quello toracico superiore.

Tali connessioni sono sia di tipo anatomico, che neurologico ed embriologico.

Questo sistema integrato viene chiamato Cranio-Cervico-Mandibolare. Quando una delle sue 3 componenti –rachide cervicale, sistema cranio-sacrale e apparato stomatognatico– non lavorano in condizioni di fisiologia, anche le altre due verranno alterate, con la possibilità di far insorgere sintomatologie quali cefalee, cervicalgie e/o blocchi dell’ATM (Articolazione Temporo Mandibolare).

I muscoli del rachide cervicale, come il trapezio e l’elevatore della scapola, prendono inserzione rispettivamente a livello cranico e cervicale superiore e così sono i primi che risentono delle alterazioni di questo sistema integrato.

È quindi facilmente intuibile come una qualsiasi procedura odontoiatrica possa intaccare il sottile equilibrio funzionale che vige tra le componenti di questo sistema, portando ad alterazioni posturali cranio-cervicali.

Il trattamento osteopatico può quindi rivelarsi un importante alleato per i pazienti che si sottopongono ad interventi odontoiatrici di qualsiasi tipologia: dall’applicazione dei semplici apparecchi odontoiatrici, all’utilizzo del bite, all’ambito conservativo, agli interventi di implantologia,  fino alle operazioni più importanti come quelle di chirurgia maxillo-facciale.

L’ interazione tra osteopata e odontoiatra può sicuramente ridurre l’impatto delle problematiche orali sull’intero organismo.  L’Osteopatia, grazie al suo approccio globale basato sull’integrazione e il ripristino dell’equilibrio dei sistemi, può aiutare l’organismo ad accettare le alterazioni posturali conseguenti ad interventi odontoiatrici, prevenendo o risolvendo l’insorgenza di numerose sintomatologie legate a queste procedure. Infatti, in una visione di complementarietà tra la professione osteopatica e quella odontoiatrica, l’ideale sarebbe trattare il paziente anche precedentemente a qualsiasi tipologia di procedura, proprio nell’ottica di prevenire l’insorgenza di dolori e disturbi posturali.

In caso di trattamenti ortodontici vediamo che spesso i bambini, ma anche gli adulti, mostrano segni che indicano chiaramente che il loro sistema corporeo non riesce a gestire le limitazioni imposte dall’apparecchio odontoiatrico e riportano poi disturbi quali cefalee, difficoltà di attenzione e concentrazione, dolori diffusi, dolori vertebrali, comparsa o peggioramento della scoliosi, disturbi del sonno, vertigini, acufeni e disturbi visivi e vegetativi.

Un trattamento osteopatico regolare intervallato al trattamento ortodontico è utile per superare questi disturbi, e controllare e guidare le reazioni del cranio e del corpo.

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